Dimmi un po’, hai imparato a cucinare qualcosa?
Oppure sempre e solo wurstel in padella?
No, adesso sapeva cucinare la pasta, e nei modi più fantasiosi, rivendicazione di maschio italico con fidanzata straniera, ed anche qualche secondo, così.
Prova a chiedere e vediamo: l’uovo in tegamino? Ma siiiii, Il pollo al forno con le patate?
Mah, mmmm, forse no, ma siii, sii mi ricordo una volta si, ho cotto sei cosce in un mare di patate. Si, si so fare pure il pollo.
La serata non ancora definibile estiva, era però piena di stelle, la spiaggia già bucate da centinaia di ombrelloni.
E sotto una grande pagliuzza stavano loro. Infreddoliti dall’umido.
Si erano molto amati un tempo, quello era il loro primo incontro dopo sette anni in cui non si erano né visti né sentiti…
Di cose da dirsi ce n’erano e quante. E quante.
Anche di cose da chiedersi. E quante.
Ma nel rivedersi il presente aveva preso il sopravvento.
Lei cercava di opporre resistenza al presente chè aveva domande che le scoppiavano in petto relative al passato e decise di fare un compromesso: si sarebbe concentrata sul passato giusto il tempo utile a sapere quello che doveva sapere.
Poi si sarebbe immersa nel presente fino alle ginocchia o interamente se necessario. Poi si sarebbe goduta quella sensazione tanto cara dello stare lì, proprio lì con lo spirito e col corpo.
Lei fece le domande che nell’uscire le graffiarono la gola come polvere di vetro sottilissima. Nel ricordare, l’amore le entrò in circolo, sentì una fitta tra gli occhi e la gola, anche lui se ne accorse mentre lei per distrarsi annusò forte l’aria che sapeva di molluschi e salsedine e disse che quel posto le piaceva tantissimo.
Lui ebbe per lei risposte oppurtune, serene.
La ascoltava al buio cercando di capire, ma lei aveva tutti i pensieri ingarbugliati, cercava nervosa nella borsa un condizionale e un po’ di coraggio.
Ne venne fuori che la loro era stata una storia bella, rotonda, a cui non mancava nulla.
Forse solo il motivo per il quale era finita.
Mancato, le era mancato, lei ne era profondamente innamorata. Lasciarlo era stato amputarsi un arto sano.
Che ne sarà domani di questa notte?
Quanto sono cambiata.
Lei teneva gli occhi bene aperti, chiuderli avrebbe spinto giù l’acqua che c’era dentro.
Tutto quello che è stato, è stato per amore, gli disse.
O si disse.
Si rammentò tutto in un momento perchè l’aveva amato.
E che il suo desiderio trascendeva da qualsiasi immagine.
Fece delle recriminazioni ma lui non sembrò prendersela, incassava con dignità.
Era stato lontano, e in un’altra lingua per anni.
Si ricordò di quanto avrebbe voluto, con grande semplicità letteraria e senza sinonimi colti, dormirgli accanto. Con una tazzina da caffè dal fondo indurito di zucchero sul comodino.
Ma anche lì, anche sul quel lettino umido di spiaggia, anche in un motel di bassa categoria Uno di quei motel coi letti col materasso a buchi, pieno di avvallamenti, col copriletto anni settanta a grandi bolle arancio e un braccio di metallo a tenere la tv.
In generale l’incontro le fece bene, le chiarì le idee.
Si ripassò il suo odore, i suoi lineamenti, i suoi piedi, lo sguardo.
Le voci rimbombavano sotto il rivestimento di legno dell’enorme ombrellone che faceva da cassa armonica.
Capì che quell'amore l'aveva nascosto troppo male, perchè venne fuori dalla borsa prima del condizionale e prima del coraggio.
Niente era cambiato anche se tutto era diverso.
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