23/07/08

Poesia molto sbagliata metricamente

Tutto questo per dirti
che per me le bolle di sapone
contano più del polpettone
e che da oggi
non sarà più una cosa immonda
soffiare nel cerchietto
fare una palla tonda
perdersi nei riflessi iridescenti
vedere capovolte case e monumenti
le bolle non si mangiano,
non sono nutrienti.
Ma a me che me ne importa
io non le voglio mangiare.
Trascorrerò la vita a soffiare :< soffiare  :< soffiare

Soffio nel cerchietto
faccio una palla tonda
non sono un'architetto
ma la mia vita galleggia,
non affonda.

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21/07/08

epilogo



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Era arrivata in casa verso le nove meno un quarto, attratta dalla luce giallognola dell'abatjour del salotto.
Io leggevo un libro, pensavo e ripensavo.
Mi sfinivo di pensieri e considerazioni coi piedi sul divano e una cocacola sul tavolino.
Passavo dalle mie vicende sentimentali alla fame nel mondo col solo aprire e chiudere le palpebre.
A differenza delle altre visite, la sua mi fu molto gradita.

Non amo gli insetti. Ma le libellule si.
Anche Titina.
Che per poco si è limitata a guardarla, a studiarne i movimenti,le spirali che disegnava in aria emettendo quei piccoli miagolii tremolanti e lunghi. Inconfondibile dichiarazione bellicosa.
La notte infatti ha ingaggiato una guerra senza pari, abattendo abatjour,cornici, libri.
La povera libellula ha preferito morire d'infarto, anzichè farsi sbranare dalla mia piccola tigre da appartamento.
E si è spenta  così, con grazia ed eleganza.
Tra un fa bequadro e una pausa di semiminima.

17/07/08

cat man do

14/07/08

Laboratorio analisi cosmiche: aperto solo di notte

Niente da fare. Non ci riesco.
Son le cinque del mattino ormai, non riesco a dormire.
Ho visto un film, ho letto, bevuto, fumato, innaffiato le piante, fatto una lavatrice, disfatto valigie, parlato al telefono. Niente.
Per casa gli oggetti mi guardano con curiosità e apprensione.
Di giorno siamo noi a guardarli, ma di notte, di notte se stai male e ti alzi all'improvviso, sono loro che guardano te.
Nemmeno il divano conforta l'insonnia.
Ormai è l'alba, ho un telecomando nel fianco, la tv trasmette senza audio la pubblicità di un materasso di gomma nero che si gonfia e diventa divano, poi letto, poi divano, poi poltrona.
Ho superato anche la replica di Striscia la Notizia.
Il camion della monezza ha già ritirato la monnezza.
Nemmeno l'antistaminico mi ha sedato.
Mi sento come se aspettassi qualcosa.
Il primo uccello del mattino nella pineta ha appena cinguettato.
Si vede bene solo col cuore e  l'essenziale è invisibile agli occhi, mio caro piccolo principe tu hai ragione.
Desideriamo che il nostro cuore appartenga a qualcuno ; e continuiamo nella ricerca anche dopo aver sperimentato, più o meno dolorosamente, che il prezzo della felicità include separazione, solitudine, e talvolta senso di abbandono.
Mi sento un vetrino sotto la lente di un microscopio cosmico.

09/07/08

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C’è chi preferisce diminuire i rischi d’infelicità, al prezzo di privarsi dello straordinario.
Dimmi ti prego che per te non è così.
Dimmi che hai amato da impavido, promettimi vertigini sentimentali, acrobazie sul cuore, lanci senza rete e piroette mortali nelle mie mattine di sole.
Non rimanere, te ne prego, nella periferia del mio animo, in un palazzone di cemento tutto uguale ad altri mille tutti uguali.
Sii coraggioso, fatti scricchiolare le ossa se necessario per crescere, uccidi il te stesso che ti odia e torna rinnovato.
Accompagnami nel cinema dove danno la nostra vita e baciami tutto il tempo, che la guardino gli altri, noi siamo troppo impegnati.
Gioisci con me, che non ti sposerò mai ma che ti amerò molto a lungo se lo vorrai.
La camicia bianca e inamidata ti aspetta appesa nell’armadio.
Se ti vedrò arrivare con quella capirò.
Ora prendi il timone, decidi dove andare. Scegli.
Non importa a che punto sei. L’importante e dove andrai.
T’aspetto nel mio vestito a fiori.

03/07/08

Beati noi che scarichiamo...

Url




























Partita Iva, aspetto che ritorni.
E’ partita così, senza una causale.
Si sarà offesa
Del resto forse si aspettava una dichiarazione
Non ne aveva mai ricevuta una, lui era così fiscale
So che per vendicarsi prepara una fattura
Ma si sa: certi gesti non sono imponibili…

11/06/08

freedom

La libertà va sempre conquistata.

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15/05/08

dentro la tasca

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Dentro la tasca di un uomo con dentro la tasca un fazzoletto bianco profumato e stirato.Un fazzoletto da porgere per un pianto improvviso di giovane donna ferita che riga il viso di nero.
Un fazzoletto bianco per soffiare forte il naso ad un bambino disperato di abbandono irreale in un supermercato affollato.
Un fazzoletto stretto intorno al ginocchio sanguinante di un passante preso di schivo da una motoretta.
un fazzoletto stretto stretto intorno alle tempie pulsanti per fermare il mal di testa che funziona sempre, si sa.
Un fazzoletto da portare a casa propria.
Da lavare, stirare, da toccarne la consistenza del ricamo delle iniziali con l'indice, da spruzzare appena e segretamente del tuo profumo e da riportare al proprietario.
Un fazzoletto bianco candido di cui poter parlare ricordandosi dopo anni del primo appuntamento in quel piccolo bar di fianco alla stazione in cui quel pomeriggio in cui ci vedemmo per restituirti il fazzoletto bianco che mi avevi prestato per asciugarmi il viso.

14/05/08

Il giardino sospeso

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C’era una volta un giardino sospeso.
Era un giardino che non poggiava da nessuna parte.
Dal di sotto si potevano vedere tutte le radici degli alberi e delle piante penzoloni.
Il terreno fermo, immobile, sospeso anch’esso appariva però ben umido e pur ben nutrito.
Nessuno si faceva domande su quel giardino. Per esempio nessuno si chiedeva cosa ci facesse lassù sospeso, oppure chi ce l’avesse portato o chi ci vivesse.
Dal di sotto del giardino sospeso si intravedeva una panchina ed anche un certo movimento.
Che qualcuno lo frequentasse era cosa certa perché in alcune ore, specie al crepuscolo, si sentivano strani crepitii e passandoci sotto, piccole zolle umidicce e scure cadevano sulla testa dei passanti che ormai ci avevan fatto l’abitudine.
Il giardino emanava grande profumo di gelsomini e mughetto. In alcuni momenti sembrava di poterlo toccare alzandosi appena un po’ sulle punte. Ma era una mera illusione ottica giacche in realtà distava parecchi metri dal suolo per poterlo toccare.
Pur essendo così a portata di mano però, nessuno osava guardare oltre. L’uomo si era da un pezzo spinto fino alla luna con missili e navicelle, ma mai lì. Eppure sarebbe bastato un piccolo elicottero , ma che dico, anche una costruzione più ardita del solito.
Ma nulla. Rimaneva lì, intatto ed incontaminato come il primo giorno che era apparso, trasportato da un vento caldissimo in un giorno di fine estate.
Solo una volta successe qualcosa di strano. Un bambino molto magro che era andato tutto il pomeriggio al luna park coi genitori, uscendo si era incapricciato che voleva un palloncino rosso. Il papà glielo aveva comprato, ma il bambino magro magro avutolo tra le dita si era inaspettatamente alzato in volo, andando ad incagliarsi proprio nel lato ovest del giardino sospeso.
Stette lì qualche minuto, poi il palloncino scoppiò a causa di un rovo ed il bimbo precipitò tra le forti braccia del papà che lo teneva d’occhio.
Da allora il bimbo emanò a giorni alterni un intenso profumo di fragola selvatica.
Ma la cosa più imbarazzante fu che da quel momento in poi, disse solo e sempre la verità.


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12/05/08

Possibili precipitazioni nel fine settimana

Fingerwalk

















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Questa volta la sensazione mi sfugge dalle dita
È davvero difficile fermarla e descriverla
E parla dell’imbarazzo del vedersi vestiti, tra amanti
Dopo una notte d’amore, di nudità
Dopo una notte passata a respirarsi
Magari ripartire l’indomani e con un treno
E spiarsi dal vetro fumè della carrozza dodici e trovare buffo che le gambe siano avvolte dai pantaloni
E i piedi imprigionati dalle scarpe
Il disagio di vedere il nostro corpo amato amante vestito è superiore all’imbarazzo pubblico della nudità
Ma è tutto vero
Sareste forse più a vostro agio proseguendo pelle a pelle
Sareste forse meno a disagio nel vederlo nudo che vi saluta dal binario tre mentre il treno parte
Lo star vicini vestiti vi catapulta a una realtà di ruoli privi di essenza che vi disgusta quasi
Ed allora un solo dettaglio può essere fatale
La perfezione di quel corpo nudo che davvero perfetto vi era parso durante la notte d’amore, può precipitare nella fossa del mai più per un colore male accostato o per l’impaccio di un pantalone troppo corto.
Scruto dal mio posto cinquantanove nascosta dietro il vetro fumè una coppia che si saluta come pesci in un acquario da dentro a fuori il treno.
Lui sul binario poggia gli occhiali da sole sulla fronte
E io precipito
Forse faccio pena se mi basta così poco per precipitare, ma non posso farci nulla
Io con gli occhiali da sole poggiati sulla fronte e con il portacellulare da cintura precipito
Precipito irrimediabilmente

29/04/08

Ma che freddo fa

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Cappotto di velluto blu:
io alla mia signorina dai capelli rossi avevo cercato di farglielo intuire che non doveva ancora portarmi qua, ma lei nulla, m’ha preso per un braccio e dopo avermi lasciato una notte intera nel bagagliaio mi ci ha portato.
Piumino:
Non dirlo a me, io sto qui da un mese e mezzo. Alla prima giornata di sole ha deciso che cominciavo a diventar pesante- sai come fanno le donne- e via, così, senza preavviso, e a secco per giunta.
Pesante sono pesante ma secondo me adesso mi rimpiange.
Paltò:
parlate bene voi, io ero proprio certo che col mio nome chic l’avrei sicuramente accompagnata fino a maggio, ed invece nulla, parcheggiato anche io, al buio, sostituito da una sciacquetta a fiorellini chiari, una senza nessun peso, mah, valle a capire le donne…
Stivale destro:
io sono salvo per un pelo, che co’ sta moda di mettermi su pure in primavera ho incontrato una camicetta viola che non vedevo non so da quanti anni, ieri notte eravamo molto vicini, io in terra sul tappeto, lei sulla poltrona, abbiamo parlato per ore. Lei s’è pure sbottonata…
Decolletè:
si si è vero, io pure non vedevo stivale da anni, ci siamo ritrovati proprio ieri mattina a gareggiare, scegli me, no scegli me. Poi ha iniziato a piovere, il solito fortunello
Stivale: ahahahah!
Piumino:
scccccc!! Arriva! Zitti!

Signorina dai capelli rossi:
che non se ne può più di questa finta primavera travestita da autunno inoltrato.
Alzo la testa ad annusarre l’aria ma a parte l’odore lascivo del pitosforo, nulla.
Povero pitosforo, lui fiorisce sempre alla fine di aprile, anche col freddo, come una sposa in abito bianco che ha programmato il ricevimento all’aperto e si ritrova alle prese con un acquazzone.
Non è carino che la primavera si comporti così.
Nemmeno i collant mi ha fatto togliere, e i miei piedi bramano la nudità.
Stasera ho perfino acceso il riscaldamento in macchina a tutto andare.
Facciamo tutti finta di nulla, ci vestiamo di bianco di beige e di glicine ma io confesso che stasera mi sarei volentieri avvolta nel cappotto blu che dall’armadio mi guarda stizzito
…(Te l’avevo detto che non dovevi mandarmi ancora in tintoria…tiè)


Handle with care

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Quelli senza pelle li riconosci subito.
Trasparenti come acque limpide di prima mattina, ti guardano solo per un attimo e già ti ‘sanno’.
Sono rotti, spappolati, lacerati, le emozioni li colpiscono senza mediazioni.
Ma in quanto frantumati sono anche aperti e aperto è il loro cuore, pronto a darsi. Tutto. Tutto intero, ogni volta intatto e nuovo e di nuovo e di nuovo ancora.
Sono persone nuove ad ogni risveglio e non devi faticare per star loro di fianco. Non devi inventarti un altro te stesso perché non hai nulla da temere, non ti giudicheranno e coglieranno quel guizzo di improvvisa gioia o la fitta di malinconia senza che tu la esprima.
Tutta la casa, la stanza, lo spazio che occupano addolcisce per chi li riconosce.
Con loro non sei più solo nel tuo pensarti storto.

Di soldi hanno bisogno, ma non te lo diranno mai, li accetteranno con un sorriso se saprai offrirglieli, e non è questo che li umilierà. Mendicanti in limousine ieri, benestanti in bicicletta il giorno successivo.
Capaci di immense felicità anche solo per una promessa, spesso non si rassegnano al loro destino che li vuole grandi.
Ritrosi e schivi una volta completata l’opera ne sono solo sinceramente commossi.
Il quotidiano li affascina e possono con una piccola alchimia raddoppiare la durata di un pomeriggio ancora da fare.
Recipienti di fragilità, rivoltati più e più volte come vecchi giacconi, hanno sempre nella tasca interna della giacca un pacchetto di cartine di tornasole: te la poggiano sull’anima e sanno subito il tuo tasso di acidità.
Nell’amore, nel sesso, spesso rabbioso e tragico oppure inceppato e pudico, affogano, soccombono o trovano il Nirvana.
Li riconoscerete facilmente nei caffè, nelle piazze perchè la loro ombra li segue volentieri, ,non va mai in esilio. E’ fiera e gocciola, è di cioccolato e nerofumo.
Non rimproverateli senza motivo, ve ne prego, si accartoccerebbero come foglie in autunno, arrossendo, cadendo.
Abbiate cura di questi esseri speciali e rari. Innaffiateli d’amore.
Sono nati già grandi e moriranno bambini e sanguineranno un milione di volte con le stelle appese al cappotto.


28/04/08

Siete tutti morti

Prconceitos




26/04/08

femmine

Daniele_landini






















Le donne del sud hanno i capelli forti e duri come fil di ferro,corde intonate di mandolini. La carne impastata di calce e pane e dentro una lampadina a incandescenza ,che puoi vedere tutto in trasparenza.
Le mani d’amianto, piangono di più, di più sorridono. Nel guardarti ci mettono intenzione, non lo fanno così, tanto per fare, e nemmeno al loro sguardo puoi restare indifferente.
Abracadabra, sughi per pranzi da illimitate persone, asciugamani per gli ospiti sempre pronti e profumati ai piedi del letto, sudano essenza di zagara e salsedine.
Si fanno discorsi muti di gesti da un balcone all’altro.
Tornite e salde, come i marmi dei loro comò, per loro nulla è un caso, srotolano la matassa del destino ed arrivano al capo, sorridono raccogliendo in cesti di paglia intrecciati gli effetti derivati dalle cause seminate.
Non c’è bisogno di vedere, di ascoltare. Intuiscono obliquamente un tradimento annusando l’aria, presaghe di dispiaceri al solo appassire di un fiore accarezzano barbe in contropelo e stirano camice come a dare carezze.
I loro bucati candidi sono manifesti senza scritte d’amore e devozione.
Saliva a curare le ferite, albumi sulle scottature e occhi d’olio per scacciare l’invidia, giornate di ventisei ore.
Le labbra sono termometri e distributori di baci profondi. Spettinate e allegre cantano vecchie canzoni e recitano proverbi in dialetto, santi e madonne come parenti a cui chiedono, promettono o che rimproverano con gli occhi verso un cielo
prossimo, non troppo lontano.
Allevano ed educano solo con sguardo che sbriciola e promesse di mazzate che però non arrivano mai.
Per loro il bagno dopo pranzo fa sempre morire, e le gambe delle bugie son sempre corte.
Alleviano con la loro esitenza presente, preparano gli ingredenti per la vita scegliendoli tra i più freschi.
Quando si assentano lasciano piccoli gesti d’amore nel freezer.
Quando vanno via per sempre le loro piante continuano a fiorire.

25/04/08

06/04/08

tempi moderni

Sms


La vera differenza tre il tempo in cui non c’erano i telefonini e la nostra epoca supertelefonizzata non sta tanto nella reperibilità costante, nel parlare dovunque.

Sta nel non avere più la curiosità di sapere chi è sentendo il telefono squillare e la conseguente mancanza di sorpresa nel tono della voce di chi risponde.

C’è uno sfallamento di reazione, un attimo mancato. La sorpresa arriva alla vista del numero sul display ma per chi ti chiama la sorpresa è già passata, vissuta.
Hai voglia a dire Ma Ciaoooo!! Che Bella sorpresa! Ti stavo pensando!
No.
E’ passata.

Quando invece rispondi al telefono di casa noti la differenza: rispondi con un tono di voce neutro e poi il tono cambia a seconda dell’interlocutore (salvo fingersi la cameriera o la nipote scema e dire che no, la zia non c’è!)
Al cellulare no, il tono di voce con cui rispondi è già conforme all’interlocutore.
L’attimo è fuggito.
Come quando scatti una foto con queste benedette macchine digitali: scattano sempre un attimo dopo quello che volevi fotografare. E allora dici ciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiss e la foto esce con tutti seri seri e mossi.
Troppo tardi accidenti.
Andiamo sempre più veloci, ma per certe cose…

01/04/08

Accorrete numerosi

Locandina_concerto_elo

24/03/08

Pasquetta è finita ed io sono anacronistica

UovoAlla signorina proprio di recente e' stato detto che lei e' un modello di donna antica.
Non si fraintenda, non era detto in senso offensivo, ma come un complimento, e sebbene ella non abbia quasi nulla in comune con la persona che glielo ha rivolto -si puo' dire un completo estraneo-ha sentito che quell'uomo aveva trovato la parola giusta, che meglio la descrive.
Solo molti anni prima un altro ragazzo le aveva detto, avvicinandosi al concetto, che ella rassomigliava molto a quelle figure di donne ottocentesche che parlano sempre d'amore.
Ella si ritrova molto in queste definizioni, si sente antica in un mondo troppo moderno per degli ideali e dei sentimenti che, diciamocelo certo, sono cosi' demode' nell'incalzare dei cambiamenti.
La signorina ha un fisico antico, una mente antica, e vive forse senza rendersene conto, in un'altra epoca tutta sua?...E dovrebbe forse a volte domandarselo?
Oddio che domande difficili, ella ha gia' mal di testa, e' diventata irrequieta e se ne va a dormire nel suo letto con i ricami di merletto di rose.

Che poi, se non fosse per Alfonso, uno magari morirebbe senza aver mai sentito Nina Simone cantare questo pezzo.


Simone1

The other woman finds time to manicure her nails
The other woman is perfect where her rival fails
And shes never seen with pin curls in her hair

The other woman enchantes her clothes with french perfume
The other woman keeps fresh cut flowers in each room
There are never toys thats scattered everywhere

And when her baby comes to call
Hell find her waiting like a lonesome queen
Cos when shes by his side
Its such a change from old routine

But the other woman will always cry herself to sleep
The other woman will never have his love to keep
And as the years go by the other woman
Will spend her life alone
 
 
 
Nina  Simone

14/03/08

giostra

La mia foto

PROSSIMI IMPEGNI

  • *** Napoli Teatro San Carlo (Arena Flegrea) Il Barbiere di Siviglia, 7, 9, 10 luglio

Il cuore che ride

  • La tua vita è la tua vita. non lasciare che le batoste la sbattano nella cantina dell’arrendevolezza. stai in guardia. ci sono delle uscite. da qualche parte c’è luce. forse non sarà una gran luce ma la vince sulle tenebre. stai in guardia. gli dei ti offriranno delle occasioni. riconoscile, afferrale. non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in vita, qualche volta. e più impari a farlo di frequente, più luce ci sarà. la tua vita è la tua vita. sappilo finché ce l’hai. tu sei meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te.

IO CANTO

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pallottoliere

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C.Chaplin

  • Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere cosi come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un opera di teatro, che non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l'opera finisca senza applausi...
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