Era arrivata in casa verso le nove meno un quarto, attratta dalla luce giallognola dell'abatjour del salotto.
Io leggevo un libro, pensavo e ripensavo.
Mi sfinivo di pensieri e considerazioni coi piedi sul divano e una cocacola sul tavolino.
Passavo dalle mie vicende sentimentali alla fame nel mondo col solo aprire e chiudere le palpebre.
A differenza delle altre visite, la sua mi fu molto gradita.
Non amo gli insetti. Ma le libellule si.
Anche Titina.
Che per poco si è limitata a guardarla, a studiarne i movimenti,le spirali che disegnava in aria emettendo quei piccoli miagolii tremolanti e lunghi. Inconfondibile dichiarazione bellicosa.
La notte infatti ha ingaggiato una guerra senza pari, abattendo abatjour,cornici, libri.
La povera libellula ha preferito morire d'infarto, anzichè farsi sbranare dalla mia piccola tigre da appartamento.
E si è spenta così, con grazia ed eleganza.
Tra un fa bequadro e una pausa di semiminima.

Sarà sicuramente rinata, come la fenice e ora starà volando dentro la tua musica.
Scritto da: aquila non vedente | 07/22/2008 a 13:21
Povera bestiola.
E a vederla così non mi pare neppure una libellula. MA forse è maglio così, perché anche le libellule sono feroci predatori. Bellissime, come spesso sono i predatori.
E se fosse un'efemeride, non sarebbe ancora più poetica la sua fine: vivono un giorno solo da adulti, e solo per l'amore, non avendo neppure la bocca (http://it.wikipedia.org/wiki/Ephemeroptera). E sono ancora più belle delle libellule.
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/71/Haft.jpg
Scritto da: borislimpopo | 07/23/2008 a 10:37