Tu stai.
Alla finestra. Un'ultima sorsata di città. Fuori è caldo di comitive di turisti ubriachi, vapori di clacson e kebab. Lei ti guarda le spalle, come sempre. Io guardo voi. Ci illumina tutti un lampione molto arancione. Eri venuto per chiudere le persiane. Ma non l'hai fatto. E nemmeno ti sei accorto che ero lì.
Volevo solo essere la tua donna dei peccati.
Ed invece mi ritrovo in una certezza. Ma mi sgomenta anche un po’.
Non conosco l’ordine mentale del persempre.
Ma uno ieri più un oggi più un domani fanno un PERSEMPRE tondo e grosso che nemmeno te n’accorgi.
Mille volte, lo devo ammettere, hai lasciato le chiavi della cella sul comodino, in bella vista facendo finta di dormire per spiare se le prendevo e fuggivo via.
Io che mi costruisco intorno gabbie e carceri di massima sicurezza per poi provare il brivido segreto dell’evasione. Io che non ho pace nella mia mansuetudine. Disarciono e piango.
E non sono ancora mai scappata. O forse si. Una volta.
Ma se provi a nascondere le chiavi…
bello !
Scritto da: antonio | 06/08/2009 a 14:35
il gatto alla finestra poi...
Scritto da: zioluc | 06/10/2009 a 12:03