Era ingenuamente convinta che lei non sarebbe mai invecchiata. No.
A lei non sarebbe toccato. Lei non era come gli altri. Lei aveva vissuto con una tale intensità. No, non era intensità ora che ci penso bene. Era consapevolezza. Ecco, lei mentre era bambina sapeva di essere bambina.
La sua condizione le era chiara e se la godeva con lucidità.
Era una vecchia tornata indietro.
Una tale coscienza della sua infanzia le donava un’aria trasognata ed allegra, incomprensibile agli stessi familiari. La mattina appena sveglia ringraziava il letto e sorrideva, sotto lo sguardo amorevole ma interrogativo della madre che incuriosita quasi ogni giorno storceva un po’ la testa e con quel tono della voce che lei conosceva bene e che significava reale stupore, reale ed adulto interesse (per un bambino era il massimo!) le chiedeva : Sei contenta, eh?
Contenta era contenta ma poi dovendosi concentrare sulla causa primaria, si diceva che forse era troppo piccola per fornire queste spiegazioni. Si ripeteva che quelle non erano domande da fare a una bambina e tornava a sorridere.
Quando le era concesso di guardare la tv da sola era ben attenta a scegliere solo programmi dal bollino verde, adatti alla sua età. Non avrebbe mai permesso che la sua infanzia venisse turbata da immagini o dialoghi violenti.
Si concedeva capricci e languori con generosità.
In realtà aveva scoperto il segreto della felicità che per lei non durava solopochi attimi, come per i suoi colleghi di vita.
Più che felicità era un presagio di sciagura scampato; sapeva che la sciagura, il guaio, erano dietro l’angolo. Più precisamente l’altra metà della giostra.
La giostra.
L’unico gioco che non faceva volentieri per colpa di quella metàgiro in cui sparivano i suoi cari e lei cavalcava sola una parte del parco sconosciuta, in compagnia di un esercito di cavallini muti e bambini sconosciuti.
Questa vecchia ritornata ancora oggi invidia quei paffuti infanti scorazzati dai carrozzini per la città.
Ricorda la vista di quei bei palazzi napoletani e di quelle bancarelle profumate e colorate che sfiorava con la mano seduta e spinta da qualche adulto.
Ora il suo carrozzino va a benzina e paga il bollo.
Ma i bambini quando passano la riconoscono, lo sanno che è una di loro, e quando la incrociano le fanno l’occhiolino.



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